IL POTERE DEI VESTITI

L’abito forse non fa il monaco, ma un po’ ‘induce a pregare’: è quanto sembrano suggerire gli studi sul ‘pensiero vestito’ che analizzano come i comportamenti umani siano influenzati anche da ciò che indossiamo. Il modo di vestire influisce non solo sul modo in cui le altre persone ci percepiscono ma anche sull’immagine che abbiamo di noi stessi e sul nostro modo di pensare, tanto che a seconda di come siamo vestiti finiamo col comportarci – più o meno consapevolmente – in modo diverso. L’approfondimento degli studi sull’enclothed cognition indica quanto complesso sia il rapporto tra la mente e gli abiti, e come l’esperienza fisica di indossarli possa influire sui processi psicologici e cognitivi delle persone: in sostanza pensiamo con il cervello, ma anche con il corpo (e molto di più di quello che crediamo). Nel corso di una ricerca condotta presso la Northwestern University dell’Illinois, sono stati svolti diversi esperimenti per verificare come il vestito e il valore simbolico che esso possiede, possano influire sulla capacità di attenzione. Per esempio, in un caso è stato dato un identico camice bianco a due gruppi di persone; ad un gruppo è stato detto che avrebbero indossato un camice da medico, all’altro che si trattava di un camice da pittore. I risultati del successivo test a cui sono stati sottoposti i partecipanti sono stati significativamente diversi e il primo gruppo ha superato di gran lunga i ‘pittori’. Il medico è una figura per definizione affidabile, attenta, precisa: essere vestiti da medico ha innalzato il livello di attenzione e consentito di ottenere risultati migliori nelle prove.

Un’altra recente ricerca svolta presso la California State University, The cognitive consequences of formal clothing, ha analizzato attraverso alcuni test il ruolo dell’abbigliamento sulla distanza sociale e l’influsso di un outfit formale sui processi cognitivi: essere vestiti come per un colloquio di lavoro induceva al pensiero astratto e a una visione più ampia, mentre scarpe da ginnastica e felpa si associavano a un modo di pensare più concreto e legato a dettagli pratici (per fare un esempio, ‘votare è decidere le elezioni’ contrapposto a ‘votare è fare un segno sulla scheda’).

Naturalmente c’è ancora molto lavoro da fare in questo campo e le sperimentazioni hanno bisogno di conferme e di approfondimento; viene da chiedersi per esempio se gli ‘effetti’ dei vestiti si affievoliscano con l’abitudine a portarli. Nel frattempo, mai scegliere a caso e di fretta, ma riservarsi sempre qualche minuto davanti all’armadio per individuare l’abbigliamento adatto alla giornata, da tutti i punti di vista.

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