Che furbacchione…

Buongiorno miei cari amici, oggi sono polemica come non mai… leggete e poi ditemi 😡😡

“Il marchio italiano di moda di lusso Gucci sta abbandonando definitivamente il tradizionale calendario della moda, evitando le collezioni di mezza stagione e riducendo il numero di spettacoli annuali che vanno da cinque a due, ha annunciato il direttore creativo dell’azienda Alessandro Michele. Michele ha affermato che l’obiettivo di “purificare l’essenziale eliminando il superfluo” è legato alle preoccupazioni sull’impronta ambientale dell’industria della moda. “Le nostre azioni spericolate hanno bruciato la casa in cui viviamo”, ha scritto su Instagram. “Abbiamo concepito noi stessi come separati dalla natura, ci siamo sentiti astuti e onnipotenti. Abbiamo usurpato la natura, l’abbiamo dominata e ferita.”

Queste sono le parole riportate dall’account BeClean.GoGreen su Instagram pronunciate da Alessandro Michele durante il lockdown che ha devastato il mondo intero.

E’ ormai noto a tutti che i prodotti e gli articoli finiti non sono realizzati in un unico Paese ma ogni pezzo proviene da diverse parti del mondo e poi assemblato di conseguenza, mai come adesso è difficile avere una consegna puntuale e garantita. Quindi la mia domanda sorge spontanea: è davvero una questione di etica e coscienza oppure è un modo per giustificare il fatto di non poter più garantire la stagionalità delle collezioni?

A dimostrazione di ciò, vi riporto un altro articolo su Repubblica in cui afferma:
“Sinora nessuno di noi voleva fermarsi per pensare a un modo alternativo di lavorare perché eravamo terrorizzati di abbandonare una giostra su cui non saremmo potuti risalire. Ma la consapevolezza di dover ripensare a tutto c’è sempre stata, e io ho usato questo momento per farlo. Mi sono fermato, e sono sceso”. Alessandro Michele spiega così, in collegamento dal suo studio romano, la bomba che ha sganciato domenica sul sistema moda. D’ora in poi Gucci si limiterà a due presentazioni all’anno (invece delle canoniche 5: 2 per l’uomo, 2 per la donna e 1 cruise), riducendo drasticamente eventi e lanci e concentrandosi su “nuove forme di comunicazione”. Non è una sorpresa, visto che la conversazione aveva già preso questa piega quando ci si era resi conto della portata dei danni del lockdown; però sentirlo dire da uno dei nomi più seguiti del sistema ha provocato, come c’era da aspettarsi, parecchio scalpore.
Per i più curiosi, qui il link dell’articolo con tutta l’intervista:

https://d.repubblica.it/moda/2020/05/25/news/alessandro_michele_racconta_il_nuovo_corso_di_gucci_dopo_il_coronavirus-4733248/

Detto ciò, sono comunque d’accordo su tutto ciò che possa salvare e proteggere il pianeta, ma la cosa che mi irrita sono i giri di parole. E voi cosa ne pensate? Come sempre, attendo i vostri commenti.

9 pensieri su “Che furbacchione…

  1. C’è sempre fa diffidare quando l’ambiente e le questioni etiche diventano materiale da comunicato stampa e marketing, o il ‘contentino’ da offrire a clienti abbienti per stare in pace con la coscienza.
    Le iniziative di ranno essere valutate sui risultati concreti.

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  2. Beh, ovvia l’ipocrisia. Del resto, anche la pubblicità si adegua ai tempi e se si vuole guadagnare denaro (la stima è altra cosa) bisogna cavalcare l’onda del momento. Sbaglio o è sempre stato così?

    Piace a 2 people

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